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La maggior parte di noi può donare il sangue e molti, almeno una volta nella vita, potrebbero averne bisogno.

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Permessi lavorativi per la donazione

Decreto M. 18.11.2015  sulle modalità di erogazione del contributo in caso di inidoneità alla donazione.

Trattamento del dipendenti in caso di mancata donazione di sangue, per inidoneità o per altri motivi elencati nel dettaglio. (Qui di seguito sono elencati gli articoli nel dettaglio per ulteriori approfondimenti si veda il D.M. sopra in rosso).

 

 Art. 1

1. I casi di inidoneità alla donazione per le quali è garantita la retribuzione dei donatori lavoratori dipendenti, limitatamente al tempo necessario all'accertamento dell'idoneità e alle relative procedure, sono i seguenti:

 

a) sospensione o esclusione del donatore per motivi sanitari, secondo i criteri di esclusione o sospensione dalla donazione, previsti dalla normativa vigente;  

b) mancata decorrenza dei tempi di sospensione, previsti dalla normativa vigente, tre una donaizone e la successiva,

c)  rilevata esigenza di non procedere al prelievo per specifico emocomponente e/o gruppo sanguigno, in base alla programmazione dei bisogni trasfusionali. 

2. La non idoneità del donatore è certificata dal medico, responsabile della selezione del donatore, del servizio trasfusionale o relativa articolazione organizzativa o dell'Unità di raccolta, gestita dalle associazioni e Federazioni di donatori di sangue.  

3. Il donatore lavoratore dipendente, unitamente all'istanza da inoltrare al proprio datore di lavoro, allega la certificazione di inidoneità di cui al comma 2, ai fini della garanzia della retribuzione.  

4. Il datore di lavoro procederà al conguaglio, o negli specifici casi previsti dalla norma alla richiesta di pagamento diretto, dell'importo della retribuzione corrisposta ai lavoratori dipendenti non idonei, ai sensi del comma 2 dell'art. 8, della legge 219 del 2005, secondo le specifiche modalità dall'Istituto nazionale della previdenza sociale.

 

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La Legge n. 584 del 13 luglio 1967, art. 1 DM del 8 aprile 1968 – Legge n. 107 del 4 maggio 1990, art. 13 stabilisce che tutti i lavoratori dipendenti assicurati Inps con qualsiasi qualifica e appartenenti a tutti i settori lavorativi (anche se non aventi diritto all’indennità di malattia circ. 134367/1981 compresi gli apprendisti, i lavoratori agricoli ..) hanno diritto a dei permessi giornalieri per permettere la donazione del sangue (giornata di riposo). 

Tali permessi non vengono assegnati ai lavoratori autonomi ne a coloro che versano nella gestione separata.

 

Il lavoratore dipendente che usufruisce di una giornata di riposo (circ.134367/81 - circ.144/1990), per tale giornata ha diritto alla normale retribuzione. Il datore di lavoro porrà a conguaglio la retribuzione corrisposta al donatore di sangue con i contributi dovuti all’Inps.

 

Per approfondimenti si veda allegato INPS donatori di sangue

 

 

 

 

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